L’Africa come sarebbe se non fosse mai stata colonizzata?

Come sarebbe l’Africa se il colonialismo non fosse mai avvenuto? È questa la domanda che si è posto l’artista svedese Nikolay Cyon prima di realizzare una dettagliatissima mappa del continente africano immaginando che non fosse mai stata colonizzata dagli europei.

Il continente nei nuovi confini disegnati dall’artista, non si chiama nemmeno Africa bensì “Alkebu-Lan”, parola araba che significa letteralmente terra dei neri. Nell’opera di Cyon i moderni stati africani hanno lasciato spazio a sei grandi stati: Al-Maghrib, Al-Misr, Songhai, Ethiopia, Kongo e Katanga oltre a una miriade di piccolissime altre nazioni. Per eseguire questo mastodontico lavoro Cyon ha utilizzato una serie di criteri: la lingua, i confini naturali e i regni che preesistevano alla conquista europea.

Alkebu-Lan non presenta alcuna connessione con l’Africa moderna, né per quanto riguarda i confini geografici dei numerosi stati, né per i nomi dei “nuovi” stati, né, infine, per quanto attiene l’orientamento religioso degli abitanti. Secondo la ricerca di Cyon, senza la colonizzazione non ci sarebbe stata la massiccia presenza del Cristianesimo, religione importata con la forza dagli europei, ma sarebbe l’islamismo la religione predominante, come dimostrato dalla larga presenza di Emirati, Sultanati e Califfati, a discapito delle repubbliche, altra forma di governo importata dai colonialisti.

L’opera dal sapore fortemente provocatorio, vede inoltre il continente africano posizionato al contrario di come siamo abituati a vederlo, così criticando la moderna visione eurocentrica del mondo sarebbe l’Europa ad essere posizionata a Sud, così come molti territori europei come la Sicilia, la Sardegna, la Corsica e anche buona parte della Spagna secondo Cyon sarebbero stati tutti conquistati dai paesi africani.

Questo ad indicarci che, non ci fosse stato nel 1884, il famoso “scramble for Africa”, la conferenza tenutasi a Berlino nella quale i paesi europei si divisero ufficiosamente il continente Africano, probabilmente col tempo sarebbero stati loro a colonizzare parte del nostro continente. Chissà come sarebbe stato il mondo a ruoli invertiti.

La questione africana per l’Europa e per il mondo intero rimane un’onta che ancora non è stata lavata accentuata dalla brutalità con la quale le nazioni europee hanno conquistato con la mera forza bruta il meno sviluppato popolo africano imponendo la propria cultura, le proprie credenze e le proprie tecnologie. La colonizzazione dell’Africa fu figlia delle crescenti mire espansionistiche di un Europa che si era appena affacciata nell’epoca illuministica, abbagliata dalle crescenti scoperte scientifiche e tecnologiche che l’avevano portata a considerarsi superiore, ed in quanto superiore pienamente legittimata a compiere qualunque tipo di azione pur di affermare la propria superiorità in giro per il mondo.

Quella colonialista è probabilmente una delle pagine più nere della storia europea e ha aperto ferite che ancora oggi bruciano enormemente. Noi europei ci sentiamo profondamente colpevoli nei confronti del popolo africano, lo testimoniano i continui aiuti umanitari che vengono inviati alle popolazioni autoctone e l’impegno che quasi tutti profondono nei tentativi di migliorare la qualità della loro vita.

Non fosse mai avvenuta la conferenza di Berlino, chissà se i continui flussi migratori dall’Africa verso i nostri paesi sarebbero avvenuti. Probabilmente sì, però probabilmente non ci sarebbe tutto questo odio che nutrono nei nostri confronti.

Carlo Alberto Ribaudo