NEGOZI APERTI 24H. UNO SCONTRO DI CIVILTA’ ECONOMICA, CIVICA E CULTURALE?

Ora anche in Toscana, e il suo Capoluogo Firenze oltre ad alcune località turistiche costiere, si sperimenta l’apertura 24 ore su 24 di alcuni supermercati. A farlo sono i Francesi di Carrefour. “A cui auguriamo buona fortuna dal punto di vista economico oltre che di immagine“, afferma Vincenzo Donvito, Presidente Aduc.

Una società economica aperta sempre è “un segnale dei tempi che (finalmente) cominciano ad arrivare anche qui (gli USA fanno scuola). Tempi in cui il diritto al consumo non deve essere costantemente ingabbiato, controllato e indirizzato dalle idee di qualcuno convinto che il proprio modello di vita e di socialità debba essere imposto. Modelli e culture autoritarie che ci ricordano (per restare ai giorni nostri) le punizioni corporali che lo Stato cosiddetto Islamico in Medio Oriente impone a chi non fa il Ramadan“, continua Donvito, aggiungendo che “certo, è diverso; ma il concetto è lo stesso: io, che ho il potere, ti dico ciò che è buono e ciò che è cattivo, per il tuo bene e, di conseguenza, per il bene pubblico. Un pubblico che secondo loro deve essere non una somma di individualità con leggi che garantiscano questa somma, ma un pubblico modello di vita, pensiero, cultura, comportamento“.

I disastri del secolo scorso, e quelli in atto in questo secolo, sembra non siano serviti a nulla“, sentenzia il Presidente Aduc. “Proprio oggi, in merito all’apertura 24h del Carrefour fiorentino, leggiamo Cinzia Bernardini, Segretaria generale Filcams Cgil Toscana: “La nostra è una battaglia culturale, parla alla politica e alla società e dice che comprare mozzarelle alle 3.00 di notte non è l’affermazione di un senso di libertà, ma il superamento del senso del limite. Il consumo non è un servizio essenziale, per noi la notte va dedicata ad altre cose, non allo shopping” (Qn, pag.27 del 02/08/2015)”.

Il “superamento del senso del limite” e “il consumo non e’ un servizio essenziale”. “Brrr… Qual è, e cosa è, questo limite?“, si domanda Donvito, proseguendo: “Nella società e nella comunità civica, per noi, è quello che serve a non calpestare i diritti degli altri, tutti gli altri, nessuno escluso, senza distinzione di opinioni, comportamenti, abitudini, desideri, sentimenti, necessità, piaceri“.

Infine, sul diritto al consumo, e su quest’ultimo come sevizio essenziale, giova solo ricordare i fiumi di legislazione che abbiamo nel nostro Paese in merito: e giova ricordare che questa legislazione c’è grazie all’Unione Europea, di cui siamo tra i fondatori e principali animatori. Tutta qui la differenza, e non è poco. Da una parte chi ragiona sulla mozzarella alle 3.00 di notte, dall’altra chi organizza e razionalizza un contenitore istituzionale in grado di accogliere, servire ed essere utile a tutti, proprio a tutti. Nottambuli compresi“, conclude Vincenzo Donvito.

[Photocredit www.novaratoday.it]

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