PROFUGHI, FURLAN (CISL) SU CITTADINANZA AI FIGLI DI STRANIERI

“Occorre una politica europea di accoglienza  e di integrazione perché l’Italia non può fare tutto da sola”. Lo ha detto oggi il Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan concludendo a Roma il convegno della Cisl sul tema dell’integrazione nella Capitale.

“La povertà, la crescita delle diseguaglianze sociali, l’esplosione di tanti conflitti, rendono oggi centrale il tema dell’accoglienza, rafforzando le istituzioni europee e la coesione sociale ed economica. L’Europa politica è la risposta al problema dell’integrazione, rimettendo l’uomo e non il mercato, il lavoro e non la ricchezza finanziaria, la solidarietà e non gli egoismi nazionali, al centro del modello sociale ed economico europeo che dobbiamo saper costruire ”, ha affermato il leader della Cisl.

“Non ci possono essere speculazioni politiche sul tema dell’accoglienza. La questione dei flussi migratori richiede il reciproco aiuto tra tutti i paesi europei, con un intervento coordinato per salvare le donne, i bambini, gli anziani che fuggono dalla povertà e dalla guerra. Non è con  l’antieuropeismo, con le barriere ideologiche o peggio con la xenofobia che si può risolvere il dramma degli sbarchi  di migliaia di persone bisognose di assistenza e di aiuti umanitari. Ma bisogna anche rispettare gli immigrati che vivono e lavorano nel nostro paese. Integrazione non è solo accoglienza, ma anche diritti di cittadinanza, a partire dal far rispettare i contratti di lavoro e riconoscendo a tutti i bambini figli di immigrati nati e cresciuti in Italia la cittadinanza italiana, gli stessi diritti amministrativi e politici. Bisogna dare a questi giovani, il senso di appartenenza e di comunità. E’ il non sentirsi accettati – conclude Annamaria Furlan – che produce il senso di solitudine  che spesso porta alla frustrazione sociale”.

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