Sentinelle in Piedi davanti al Palazzo di Giustizia a Trento

Uomini e donne in piedi oggi alle 11.30, in Largo Luigi Pigarelli a Trento. Si fanno chiamare Sentinelle, ed il loro obiettivo è protestare. Silenziosamente, stando semplicemente ritti davanti al Palazzo di Giustizia, con un libro in mano alcuni, attendendo e basta altri.

Il motivo per il quale protestano si può leggere sui volantini che distribuiscono per strada:

Se questo fosse un Paese normale ci si rizzerebbero i capelli in testa leggendo che il 23 febbraio la Corte d’Appello di Trento, con un’ordinanza, ha dato ragione ad una cosiddetta coppia gay che chiedeva di trascrivere in Italia l’atto di nascita di due gemelli – ottenuti all’estero attraverso la pratica dell’utero in affitto – nel quale i bambini figurano come figli di “due padri”, nonostante l’assenza di legame genetico con uno dei due committenti. […] Ma questo non è un Paese normale e ci stiamo abituando. A tutto. […] Noi ci stiamo sedendo. Perché “tanto ormai…” […] Occorre che i pochi che ancora hanno conservato il buonsenso e la passione per le generazioni future mostrino tutto questo sdegno, ecco perché siamo qui, fuori da questo tribunale.

Le Sentinelle, oggi un centinaio di persone, si sono riversate sull’aiuola di fronte al Palazzo, creando un suggestivo effetto scenico. La Veglia, come è da loro definita la protesta, ha visto al centro del vialetto il senatore Carlo Giovanardi, venuto apposta da Roma per l’evento. I passanti potevano costeggiare il gruppo, proveniente non solo da Trento ma anche da altre città italiane, e prendere un volantino, oppure unirsi alla protesta.

Una sola persona li ha offesi. Gli altri sono passati accanto, in silenzio come i manifestanti.

Ma lo scopo di Sentinelle in Piedi, rete di persone apartitiche ed aconfessionali, non era solo la reazione all’ordinanza trentina. Le sentinelle si oppongono a qualunque tipo di offesa ai diritti tradizionali di famiglia, matrimonio, donna, bambino. Proprio per questo hanno scelto la giornata dell’8 marzo per reagire. Perché

Che senso ha oggi celebrare la donna senza denunciare chi le donne le rende schiave, usando una parte del corpo – l’utero – per produrre un bambino ed impossessarsene strappandolo alla madre stessa?

A sostegno di tale scelta, ai piedi della statua delle famiglie dei caduti per la Resistenza in Albania sono stati posti numerosi rametti di mimosa, che ogni donna poteva raccogliere.

Dopo un’ora, silenziose come erano arrivate, le Sentinelle si sono dileguate.

Silvia Vazzana