TRIBUNALI E SICUREZZA, DONVITO (ADUC): “SOLO IPOCRITA DEMAGOGIA”

“La confusione e le file chilometriche all’ingresso dei tribunali in questi giorni post-fatti di Milano sono lo specchio di un Paese che non riesce ad affrontare i problemi, ad avere la necessaria lucidità e fermezza per evitare di farsi ancora e più male. L’istinto di pancia (sembra quasi per tutti) sembra sia questo: quanto accaduto al tribunale di Milano è colpa della mancanza di sicurezza contingente, quindi di questa o quella amministrazione, di questo o quell’altro corpo di vigilanza, etc.. Il rimedio è attivare la sicurezza lì dove crediamo sia più necessario (tribunali), quasi come se stessimo controllando l’ingresso in un aeroplano in aeroporto… e siamo arrivati a quello che sta accadendo agli ingressi di tutti i tribunali d’Italia, con o senza metaldetector”. E’ quanto afferma Vincenzo Donvito, presidente Aduc (Associazione Diritti Utenti e Consumatori).

“Quanto sta accadendo – prosegue Donvito – è figlio di una profonda ipocrisia… Se si vogliono i tribunali (tutti) con controlli approfonditi all’entrata per ciascuna persona senza intralciare le udienze, si stanzia qualche miliardo di euro per assumere e formare il personale e per comprare l’attrezzatura (metaldetector ecc.). Ma dopo aver speso miliardi per la sicurezza dei tribunali, non bisognerebbe fare lo stesso (o anche di più) per i musei, le scuole, i municipi, le stazioni ferroviarie, le fermate dell’autobus ecc.? O si pensa che questi ultimi non possano essere obiettivi sensibili per gli squilibrati di varia tacca?”.

“Insomma, si può davvero pensare che un intero Paese possa essere a prova di questi squilibrati e che si possa prevenire qualsiasi atto di follia? E vale la pena  – sottolinea il presidente Aduc – spendere miliardi per prevenire l’occasionale atto di follia, oppure sarebbe meglio spenderli per avere, visto lo specifico che ha determinato quanto accade, una giustizia che funzioni? Certo, non è la soluzione finale, perché comunque gli squilibrati potrebbero, per esempio, ammazzare gli studenti di un intero edificio scolastico dove, anche se ci fosse il metaldetector questo sarebbe scarsamente efficace. Non è la soluzione finale, ma sarebbe un modo e un metodo per affrontare il problema cercando di “estirparlo” alla fonte (cioé lì dove, la mente umana e l’appartenenza civica, cresce quel disagio e quella rabbia che poi alimenta i soggetti più squilibrati)”.

“E’ questa la domanda che ci si deve porre, invece di continuare a far finta che i controlli ci sono se non fosse per qualche vigilante distratto”, conclude Vincenzo Donvito.

[Photocredit www.newspedia.it]

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