La Serie A "spezzatino" non serve a nulla in Europa

Mai come negli ultimi anni indovinare l’orario di gioco della propria squadra del cuore in Serie A è stato un terno al lotto. Si gioca infatti praticamente tutti i giorni: anticipi il venerdì, il sabato e la domenica alle 12:30, posticipi la domenica alle 18:00 e alle 20:45, se non addirittura il lunedì sera.
Una delle motivazioni addotte per spiegare questa frammentazione continua del campionato è stata quella del “favorire i tempi di recupero delle squadre impegnate in competizioni europee“. Troppo difficile infatti giocare la domenica pomeriggio per poi dopo confrontarsi con un club europeo il mercoledì sera, roba da fantascienza.
Questa soluzione ha avuto l’effetto sperato? Osserviamo alcuni risultati: il 23 settembre la Roma giocò il sabato alle 15 la gara contro l’Udinese per affrontare la difficilissima trasferta contro il Qarabag, vinta 2-1 realizzando il doppio vantaggio nel primo quarto d’ora della sfida, mentre il Napoli giocò alle 18 in campionato per affrontare la partita casalinga di Champions League contro il terribile Feyenoord. Pronti via il 14 ottobre doppio anticipo il sabato con alle 18 Juventus-Lazio e alle 20:45 Roma-Napoli. Risultato in Europa di queste quattro squadre? I partenopei persero contro il Manchester City, i bianconeri ebbero la meglio sullo Sporting Lisbona all’84°, i giallorossi ottennero un gran pareggio sul Chelsea e i cugini capitolini sbancarono Nizza con un bel 3-1.
Ammettendo pure che la fase a gironi comporti delle difficoltà nel gestire delle partite che diventano settimana dopo settimana sempre più importanti e cruciali, non si capisce per quale motivo l’unica squadra impegnata in Europa ad aver usufruito solo una volta dello spezzatino – affrontando il Torino alle 20:45 di sabato 2 dicembre – sia stata l’Atalanta, che forse più di tutti aveva bisogno di riposo prima delle sfide infrasettimanali, data l’inesperienza europea dei bergamaschi e anche la rosa oggettivamente più corta delle altre italiane.
La terra però frana sotto ai piedi della scusa europea per lo spezzatino vedendo i risultati di questa prima fase a eliminazione diretta: la 24^ giornata di Serie A è stata aperta, venerdì sera, da Fiorentina-Juventus, mentre gli anticipi del sabato furono SPAL-Milan alle 15, Crotone-Atalanta alle 18 e Napoli-Lazio alle 20:45. Tutte le squadre in Europa – la Roma aveva un turno di riposo – dunque sono state coinvolte in anticipi. I risultati? La Juventus si è fatta rimontare a Torino dopo essere andata in vantaggio per 2-0, il Milan ha agevolmente battuto il temibilissimo Ludogorets, l’Atalanta ha incassato una sconfitta per 3-2 a Dortmund, il Napoli si è fatto battere per 1-3 dal Red Bull Lipsia e la Lazio ha perso per 1-0 contro la Steaua Bucarest. 4 punti con 5 squadre.
Prendiamo invece la gara successiva, dove l’unica a beneficiare dell’anticipo è stata la Roma che ha giocato alle 15 nuovamente contro l’Udinese sabato 17 dicembre. Risultati? I giallorossi hanno perso in rimonta per 2-1 contro lo Shakhtar Donetsk, il Milan ha bissato il successo sui bulgari, i bergamaschi hanno pareggiato contro il Borussia, il Napoli ha vinto per 2-0 in terra tedesca mentre i biancocelesti si sono imposti per 5-1. 10 punti con 5 squadre. Di cui il Milan e la Lazio hanno disputato due posticipi, rispettivamente quello della domenica alle 20:45 contro la Sampdoria e quello del lunedì alle 20:45 contro il Verona.
Come si può dunque sostenere che lo spezzatino serva per migliorare le prestazioni in Europa, se poi le squadre che usufruiscono dello stesso vanno a perdere contro squadre ucraine e rumene, con tutto il rispetto per la tradizione calcistica di queste? Si dica, piuttosto, che l’unico interesse reale dietro questo spezzatino è il tenere incollati alla televisione i calciofili il più a lungo possibile, rendendoli schiavi dello schermo per tutta la settimana: lunedì posticipo, martedì e mercoledì Champions League, giovedì Europa League, venerdì e sabato anticipi e domenica campionato. E lunga vita a MurdochBerlusconi e a Jaume Roures, il CEO di Mediapro, la compagnia che ha acquistato i diritti tv per la Serie A per le prossime stagioni.