Dall’Italia all’Uruguay a caccia del record mondiale in ultraleggero

Il pilota ed ingegnere Alberto Porto, a bordo dell’ultraleggero Risen, ripercorrendo una rotta a 5 tappe, simile a quella della crociera dell’Atlantico Meridionale di Italo Balbo del 1930-1931, è a caccia del record di categoria. L’aereo, infatti, prodotto a Pavullo nel Frignano (Modena) per conto della svizzera Sea Avio, per volontà del pilota stesso che lo ha ideato e costruito, è un gioiello della ingegneria e tecnica. Detentore dal 2015 del record mondiale di velocità raggiungendo ben i 323 km/h, sbaragliando di misura la concorrenza. Il Risen è di nuovo messo alla prova da una sfida che non potrà che accrescerne il successo nel mercato, nel quale ha già ottenuto prenotazioni per i prossimi due anni. Una sfida notevole per la piccola azienda che costruisce l’aereo a livello artigianale.

Il raid del Risen prevede 5 tappe, che saranno svolte solo nelle ore di luce solare, considerate improponibili per gli aerei della categoria. La prima tappa ha portato l’aereo dall’Italia alla Gran Canaria coprendo la tappa più lunga con una distanza di quasi 3000 km. Un “breve” volo fino a Capo Verde e da lì l’attraversata oceanica per raggiungere Natal in Brasile in 11 ore e 40 minuti, ottenendo un record del mondo, in attesa del titolo definitivo con l’atterraggio dell’aereo a Montevideo, con partenza da Rio de Janeiro, nella giornata di oggi.

Ancora una volta un raid aviatorio parte dall’Italia per raggiungere luoghi lontani ed ottenere record, sulle orme di quei pionieri che negli anni 20 e 30 del secolo scorso solcarono i cieli per portare lustro al Paese. Nomi indelebili nella memoria collettiva, non solo, Italo Balbo, ma anche: Carlo Del Prete, Francesco De Pinedo, Roberto Lordi, Arturo Ferrarin, Guido Masiero e molti altri. Oggi, come allora, è rimasto immutato il desiderio di spingersi oltre i limiti della tecnica ed umani e varcare nuovi confini per continuare a rendere il mondo sempre più piccolo.

Stefano Peverati